CASSETTO: LEGGI/D.LEGGE FILE: WEB: 0010

12 agosto 2003

 

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 di oggi,

il testo definitivo del

Decreto legge 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214

Riportiamo il testo coordinato delle modifiche approvate in sede di conversione in legge del provvedimento

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151

 

Testo  del  decreto-legge  27  giugno 2003, n. 151, coordinato con la
legge  di  conversione  1°  agosto  2003,  n.  214  (in questo stesso
supplemento   ordinario   alla   pag. 5),   recante:   «Modifiche  ed
integrazioni al codice della strada».
(GU n. 186 del 12-8-2003- Suppl. Ordinario n.133)
 
 
                             Avvertenza:
    Il testo coordinato qui pubblicato è stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni  sulla  promulgazione  delle  leggi, sull'emanazione dei
decreti   del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle  pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985,  n. 1092, nonché dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico,  al  solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del  decreto-legge,  integrate con le modifiche apportate dalla legge
di  conversione,  che  di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte  nelle  note.  Restano  invariati  il valore e l'efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
    Le  modifiche  apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
 
Tali modifiche sul terminale sono riportate tra i segni ((...))
 
    A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina  dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza
del  Consiglio  dei  Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione  hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
 
                              Art. 01.
                Modifiche alle disposizioni generali
 
((  1. All'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 2, dopo la lettera F, è aggiunta la seguente:
      «F-bis. Itinerari ciclopedonali»;
    b) al comma 3, dopo la lettera F, è aggiunta la seguente:
      «F-bis.   Itinerario   ciclopedonale:  strada  locale,  urbana,
extraurbana  o  vicinale,  destinata prevalentemente alla percorrenza
pedonale  e  ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a
tutela dell'utenza debole della strada».
  2. All'articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 1, il numero 2) è sostituito dal seguente:
      «2)  Area  pedonale:  zona  interdetta  alla  circolazione  dei
veicoli,  salvo  quelli  in  servizio  di emergenza, i velocipedi e i
veicoli  al  servizio  di  persone  con limitate o impedite  capacità
motorie,  nonché  eventuali  deroghe per i veicoli ad emissioni zero
aventi  ingombro  e  velocità  tali  da  poter  essere assimilati ai
velocipedi.  In  particolari  situazioni i comuni possono introdurre,
attraverso   apposita   segnalazione,   ulteriori   restrizioni  alla
circolazione su aree pedonali»;
    b) al comma 1, dopo il numero 34), è inserito il seguente:
      «34-bis)   Parcheggio   scambiatore:   parcheggio   situato  in
prossimità di stazioni o fermate del trasporto pubblico locale o del
trasporto ferroviario, per agevolare l'intermodalità»;
    c) al comma 1, dopo il numero 53), è inserito il seguente:
      «53-bis)  Utente  debole  della  strada:  pedoni,  disabili  in
carrozzella,  ciclisti  e  tutti  coloro  i quali meritino una tutela
particolare   dai   pericoli   derivanti   dalla  circolazione  sulle
strade».))
 
                              Art. 02.
   Disposizioni per la disciplina del traffico nei centri abitati
 
((  1.  Al comma 14 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285,  e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il
seguente periodo:
  «La  violazione  del divieto di circolazione nelle corsie riservate
ai  mezzi  pubblici  di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a
traffico  limitato  è  soggetta  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da euro 68,25 a euro 275,10».
  2.  Dopo  il  comma  15  dell'articolo 7 del decreto legislativo 30
aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni, è aggiunto il
seguente:
  «15-bis.   Salvo   che  il  fatto  costituisca  reato,  coloro  che
esercitano  abusivamente,  anche avvalendosi di altre persone, ovvero
determinano   altri   ad   esercitare   abusivamente  l'attività  di
parcheggiatore   o   guardiamacchine  sono  puniti  con  la  sanzione
amministrativa  del  pagamento di una somma da euro 652 a euro 2.620.
Se  nell'attività  sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si
applica,  in  ogni  caso, la sanzione accessoria della confisca delle
somme  percepite, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo
VI».))
 
                              Art. 03.
Modifiche  alle disposizioni sanzionatorie in materia di competizioni
                    non autorizzate in velocità
 
((  1.  Al  decreto  legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) all'articolo 9, il comma 8-bis è abrogato;
    b) dopo l'articolo 9 sono inseriti i seguenti:
  «Art.  9-bis  (Organizzazione  di  competizioni  non autorizzate in
velocità  con  veicoli  a  motore  e partecipazione alle gare). - 1.
Salvo  che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza,
promuove,  dirige  o  comunque  agevola  una competizione sportiva in
velocità  con  veicoli  a  motore senza esserne autorizzato ai sensi
dell'articolo  9  è punito con la reclusione da uno a tre anni e con
la  multa  da euro 25.000 a euro 100.000. La stessa pena si applica a
chiunque prende parte alla competizione non autorizzata.
  2.  Se  dallo  svolgimento  della competizione deriva, comunque, la
morte  di  una o più persone, si applica la pena della reclusione da
sei  a  dodici  anni;  se  ne deriva una lesione personale la pena è
della reclusione da tre a sei anni.
  3.  Le  pene indicate ai commi 1 e 2 sono aumentate fino ad un anno
se  le  manifestazioni  sono organizzate a fine di lucro o al fine di
esercitare  o  di  consentire  scommesse  clandestine, ovvero se alla
competizione partecipano minori di anni diciotto.
  4.  Chiunque  effettua  scommesse  sulle  gare di cui al comma 1 è
punito  con  la  reclusione  da tre mesi ad un anno e con la multa da
euro 5.000 a euro 25.000.
  5. Nei confronti di coloro che hanno preso parte alla competizione,
all'accertamento   del  reato  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente è sempre revocata
se   dallo  svolgimento  della  competizione  sono  derivate  lesioni
personali gravi o gravissime o la morte di una o più persone. Con la
sentenza  di  condanna è sempre disposta la confisca dei veicoli dei
partecipanti,  salvo  che appartengano a persona estranea al reato, e
che questa non li abbia affidati a questo scopo.
  6.  In  ogni  caso  l'autorità  amministrativa dispone l'immediato
divieto  di  effettuare  la  competizione, secondo le norme di cui al
capo I, sezione II, del titolo VI.
  Art.  9-ter  (Divieto  di  gareggiare  in  velocità  con veicoli a
motore).  -  1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 9-bis, chiunque
gareggia  in  velocità  con  veicoli  a  motore  è  punito  con  la
reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 a euro
20.000.
  2.  Se  dallo  svolgimento  della competizione deriva, comunque, la
morte  di  una o più persone, si applica la pena della reclusione da
sei a dieci anni; se ne deriva una lesione personale la pena è della
reclusione da due a cinque anni.
  3.  All'accertamento  del reato consegue la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente è sempre revocata
se   dallo  svolgimento  della  competizione  sono  derivate  lesioni
personali gravi o gravissime o la morte di una o più persone. Con la
sentenza  di  condanna è sempre disposta la confisca dei veicoli dei
partecipanti,  salvo  che  appartengano a persona estranea al reato e
che questa non li abbia affidati a questo scopo»;
    c) al  comma 4 dell'articolo 79 è aggiunto, in fine, il seguente
periodo:  «La misura della sanzione è da euro 1.000 a euro 10.000 se
il   veicolo   è   utilizzato   nelle  competizioni  previste  dagli
articoli 9-bis e 9-ter»;
    d) al comma 9, primo periodo, dell'articolo 141, sono premesse le
parole:  «Salvo  quanto  previsto  dagli articoli 9-bis e 9-ter,»; il
secondo e il terzo periodo del medesimo comma 9 sono soppressi.))
 
                               Art. 1.
Modifiche  alle  disposizioni  inerenti l'espletamento dei servizi di
polizia  stradale,  le  norme  per  la  costruzione e la tutela delle
strade,  le  norme  sui  veicoli  e  le  norme di equipaggiamento dei
                               veicoli
 
  1.  Al  comma  1 dell'articolo 12 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
    a) dopo la lettera d) è inserita la seguente: «d-bis) ai Corpi e
ai  servizi  di  polizia  provinciale,  nell'ambito del territorio di
competenza;»;
    b) dopo  la  lettera f) è aggiunta la seguente: «f-bis) al Corpo
di  polizia  penitenziaria  e  al  Corpo  forestale  dello  Stato, in
relazione ai compiti di istituto».
((  1-bis.  Dopo  il comma 3 dell'articolo 12 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, è inserito il
seguente:
  «3-bis.  I  servizi  di scorta per la sicurezza della circolazione,
nonché  i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico, di cui
all'articolo  11,  comma  1,  lettere c) e d), possono inoltre essere
effettuati  da  personale  abilitato  a  svolgere  scorte tecniche ai
veicoli  eccezionali  e ai trasporti in condizione di eccezionalità,
limitatamente   ai   percorsi   autorizzati  con  il  rispetto  delle
prescrizioni   imposte   dagli  enti  proprietari  delle  strade  nei
provvedimenti  di  autorizzazione  o  di quelle richieste dagli altri
organi di polizia stradale di cui al comma 1».
  1-ter.   Al  comma  5  dell'articolo  12  del  decreto  legislativo
30 aprile  1992,  n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole:
«nel  presente articolo» sono inserite le seguenti: «, eccetto quelli
di cui al comma 3-bis,».))
  2.  Al  comma  2 dell'articolo 13 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
    a) le  parole:  «solo  per  le  strade esistenti» sono sostituite
dalle seguenti: «solo per specifiche situazioni»;
    b) le parole: «l'adeguamento» sono sostituite dalle seguenti: «il
rispetto».
((  2-bis.  Al  comma 13-bis dell'articolo 23 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n. 285, e successive modificazioni, è aggiunto, in
fine,  il  seguente periodo: «Chiunque viola le prescrizioni indicate
al   presente   comma   e  al  comma  7  è  soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 4.000 a euro
16.000;  nel caso in cui non sia possibile individuare l'autore della
violazione,  alla  stessa  sanzione  amministrativa  è  soggetto chi
utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione».
  2-ter.  Dopo  il  comma  2 dell'articolo 37 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, è inserito il
seguente:
  «2-bis.  Gli enti di cui al comma 1 possono utilizzare, nei segnali
di   localizzazione  territoriale  del  confine  del  comune,  lingue
regionali  o  idiomi  locali  presenti  nella zona di riferimento, in
aggiunta alla denominazione nella lingua italiana».
  2-quater.  Il  comma  4  dell'articolo  60  del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal
seguente:
  «4.  Rientrano  nella  categoria  dei  motoveicoli e autoveicoli di
interesse  storico  e  collezionistico  tutti  quelli  di cui risulti
l'iscrizione  in  uno  dei  seguenti  registri:  ASI, Storico Lancia,
Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI».
  2-quinquies.  Al  comma  5 dell'articolo 60 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, le parole: «ai
sensi del comma 4» sono soppresse.))
  3.  All'articolo 72 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e  successive  modificazioni,  dopo  il  comma  2  ((sono  inseriti i
seguenti:))
  «2-bis.  Durante  la  circolazione  gli autoveicoli i rimorchi ed i
semirimorchi  adibiti  al  trasporto di cose nonché classificati per
uso speciale o per trasporti specifici, ((immatricolati in Italia)) e
con  massa  complessiva  a  pieno  carico  superiore  a 3,5 t, devono
altresì  essere  equipaggiati  con  strisce  posteriori  e  laterali
retroriflettenti.  ((Le caratteristiche tecniche di tali strisce sono
definite  con  decreto  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti,   in   ottemperanza  a  quanto  previsto  dal  regolamento
internazionale ECE/ONU n. 104.))
((  2-ter.  Durante  la circolazione, gli autoveicoli, i rimorchi e i
semirimorchi  adibiti  al  trasporto  di cose o di persone, con massa
complessiva   a   pieno   carico  superiore  a  7 t.,  devono  essere
equipaggiati   con  dispositivi  atti  a  ridurre  la  nebulizzazione
dell'acqua  in  caso  di  precipitazioni.  A decorrere dal 1° gennaio
2005,  chiunque  viola  le  disposizioni  di cui al presente comma è
punito  con  la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro 68,25 a euro 275,10».
  3-bis.   Con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  sono  individuati e omologati dispositivi di rilevamento a
distanza  di  situazioni  di  rischio  o  di emergenza di cui possono
essere dotati gli autoveicoli.
  3-ter.  I  trenini  turistici classificati quali veicoli atipici ai
sensi  dell'articolo 47, comma 1, lettera n), del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ai fini di quanto
disposto  dall'articolo  2, comma 1, lettera z), della legge 22 marzo
2001, n. 85, possono trainare fino a tre rimorchi.))
 
      
                               Art. 2.
         Modifiche alle norme inerenti la guida dei veicoli
 
((  01. Al comma 4 dell'articolo 85 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: «destinato
a tale uso» sono inserite le seguenti: «ovvero, pur essendo munito di
autorizzazione,  guida un'autovettura adibita al servizio di noleggio
con  conducente  senza  ottemperare alle norme in vigore, ovvero alle
condizioni di cui all'autorizzazione,».
  02.  Dopo  il  comma  4 dell'articolo 85 del decreto legislativo 30
aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni, è aggiunto il
seguente:
  «4-bis.  Chiunque,  pur  essendo munito di autorizzazione, guida un
veicolo  di  cui  al  comma  2 senza ottemperare alle norme in vigore
ovvero alle condizioni di cui all'autorizzazione medesima è soggetto
alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 70 a
euro  280.  Dalla  violazione  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria    del    ritiro    della    carta   di   circolazione   e
dell'autorizzazione,  ai  sensi delle norme di cui al capo I, sezione
II, del titolo VI».
  03.  Il  comma 2 dell'articolo 86 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «2.   Chiunque,   senza   avere   ottenuto   la   licenza  prevista
dall'articolo  8  della  legge  15  gennaio  1992, n. 21, adibisce un
veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi è soggetto alla
sanzione  amministrativa  del  pagamento di una somma da euro 1.500 a
euro  6.000.  Dalla  violazione conseguono le sanzioni amministrative
accessorie  della  confisca  del  veicolo  e  della sospensione della
patente  di  guida  da quattro a dodici mesi, ai sensi delle norme di
cui  al  capo I, sezione II, del titolo VI. Quando lo stesso soggetto
è  incorso, in un periodo di tre anni, in tale violazione per almeno
due  volte,  all'ultima di esse consegue la sanzione accessoria della
revoca  della  patente.  Le  stesse sanzioni si applicano a coloro ai
quali è stata sospesa o revocata la licenza».
  04.  Il  comma 3 dell'articolo 86 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «3.  Chiunque,  pur  essendo munito di licenza, guida un taxi senza
ottemperare  alle  norme in vigore ovvero alle condizioni di cui alla
licenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 70 a euro 280».
  05. All'articolo 95 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) nella   rubrica,   dopo   le  parole:  «Carta  provvisoria  di
circolazione», è inserita la seguente: «, duplicato»;
    b) dopo il comma 1, è inserito il seguente:
  «1-bis.  Il  Ministero  delle  infrastrutture  e dei trasporti, con
decreto  dirigenziale,  stabilisce  il  procedimento per il rilascio,
attraverso  il proprio sistema informatico, del duplicato delle carte
di   circolazione,  con  l'obiettivo  della  massima  semplificazione
amministrativa,  anche con il coinvolgimento dei soggetti di cui alla
legge 8 agosto 1991, n. 264».
  06.  Al  comma 2 dell'articolo 97 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni, le parole: «a soggetti
terzi» sono sostituite dalle seguenti: «ai soggetti di cui alla legge
8 agosto 1991, n. 264»;))
  1. All'articolo 116 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
((    0a) dopo il comma 1-bis, è inserito il seguente:
  «1-ter.  A  decorrere dal 1° luglio 2005 l'obbligo di conseguire il
certificato  di idoneità per la guida di ciclomotori è esteso anche
ai maggiorenni che non siano già titolari di patente di guida»;))
    a) al  comma 8 nel primo periodo la parola: ((«motocarrozzette»))
è  sostituita  dalle seguenti: «tricicli, quadricicli»; il secondo e
il terzo periodo sono soppressi;
    b) dopo il comma 8, è inserito il seguente:
  «8-bis.  Il  certificato di cui al comma 8 può essere rilasciato a
mutilati  o  a  minorati  fisici  che siano in possesso di patente di
categoria  B,  C  e D speciale e siano stati riconosciuti idonei alla
conduzione di taxi e di autovetture adibite a noleggio, con specifica
certificazione  rilasciata  dalla  commissione  medica locale in base
alle  indicazioni fornite dal comitato tecnico, a norma dell'articolo
119, comma 10»;
((    b-bis)  al  comma  13-bis,  le  parole:  «Chiunque, non essendo
titolare  di patente» sono sostituite dalle seguenti: «Il minore che,
non munito di patente».))
  2.  Il  comma 6 dell'articolo 119 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «6.  I provvedimenti di sospensione e revoca della patente di guida
emanati  dagli  uffici  del  Dipartimento per i trasporti terrestri a
norma  dell'articolo  129, comma 2, e dell'articolo 130, comma 1, nei
casi  in  cui  sia  accertato  il  difetto con carattere temporaneo o
permanente  dei  requisiti  fisici  e  psichici prescritti, sono atti
definitivi.».
  3. All'articolo 125 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
  «1-bis.  Le  patenti  di  guida  delle categorie A, A limitata alla
guida  di motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza
massima  non  superiore  a 11 Kw, B, C e D, comprese quelle speciali,
sono  valide  per  la  guida  dei veicoli per i quali è richiesto il
certificato di idoneità alla guida di cui all'articolo 116.»;
    b) al  comma  3  le  parole:  «Chiunque,  munito  di  patente  di
categoria  B,  C  o  D  guida  un  autoveicolo» sono sostituite dalle
seguenti:  «Chiunque,  munito  di  patente di categoria A, A limitata
alla  guida  di  motocicli  di cilindrata non superiore a 125 cc e di
potenza massima non superiore a 11 Kw, B, C o D, guida un veicolo».
  4. All'articolo 126 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al  comma 4 nel primo periodo, le parole: «di cui all'articolo
116,  comma  8,» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo
116, commi 8 e 8-bis,»;
    b) dopo il comma 5 è inserito il seguente:
  «5-bis.  Per i cittadini italiani residenti o dimoranti in un Paese
non comunitario per un periodo di almeno sei mesi, la validità della
patente   è   altresì   confermata,  tranne  per  i  casi  previsti
nell'articolo    119,    commi    2-bis    e   4,   dalle   Autorità
diplomatico-consolari  italiane  presenti  nei  Paesi  medesimi,  che
rilasciano   una  specifica  attestazione,  previo  accertamento  dei
requisiti  psichici  e  fisici  da  parte  di  medici fiduciari delle
ambasciate  o dei consolati italiani, temporaneamente sostitutiva del
tagliando di convalida di cui al comma 5 per il periodo di permanenza
all'estero;  riacquisita  la  residenza  o  la  dimora  in Italia, il
cittadino dovrà confermare la patente ai sensi del comma 5.»;
    c) al  comma  7  il  secondo  e terzo periodo sono sostituiti dal
seguente:   «Alla  violazione  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria  del  ritiro  della  patente, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI».
  5.  Il  comma 4 dell'articolo 129 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «4. Il provvedimento di sospensione della patente di cui al comma 2
è atto definitivo».
  6.  Dopo  il  comma  2 dell'articolo 130 del decreto legislativo 30
aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni, è inserito il
seguente:
  «2-bis.  Il provvedimento di revoca della patente disposto ai sensi
del  comma  1  nell'ipotesi  in cui risulti la perdita, con carattere
permanente,  dei  requisiti  psichici  e  fisici  prescritti, è atto
definitivo.  Negli altri casi di revoca di cui al comma 1, è ammesso
ricorso   al  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti.  Il
provvedimento   del  Ministro  è  comunicato  all'interessato  e  ai
competenti  uffici  del  Dipartimento  dei trasporti terrestri. Se il
ricorso è accolto, la patente è restituita all'interessato».
  7. All'articolo 134 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
  «1-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1, gli autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero o acquistati
in  Italia  ed appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero
ed  iscritti  all'Anagrafe italiani residenti all'estero (A.I.R.E.) e
gli  autoveicoli,  motoveicoli  e rimorchi immatricolati in uno Stato
dell'Unione   europea  o  acquistati  in  Italia  ed  appartenenti  a
cittadini  comunitari  che abbiano, comunque, un rapporto stabile con
il  territorio  italiano, sono immatricolati, a richiesta, secondo le
norme   previste  dall'articolo  93,  a  condizione  che  al  momento
dell'immatricolazione  l'intestatario  dichiari  un  domicilio legale
presso  una  persona  fisica  residente  in Italia ((o presso uno dei
soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264»;))
    b) al  comma  2  è  aggiunto,  in fine, il seguente periodo: «La
sanzione    accessoria   non   si   applica   qualora   al   veicolo,
successivamente   all'accertamento,  venga  rilasciata  la  carta  di
circolazione, ai sensi dell'articolo 93».
((  7-bis. Dopo il comma 12 dell'articolo 138 del decreto legislativo
30  aprile  1992,  n. 285, e successive modificazioni, è aggiunto il
seguente:
  «12-bis.  I  soggetti  muniti  di  patente  militare  o di servizio
rilasciata  ai  sensi dell'articolo 139 possono guidare veicoli delle
corrispondenti  categorie  immatricolati  con  targa civile purchè i
veicoli    stessi    siano    adibiti    ai   servizi   istituzionali
dell'amministrazione dello Stato».
  7-ter.  L'articolo  139  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «Art.  139  (Patente  di  servizio  per il personale abilitato allo
svolgimento di compiti di polizia stradale). - 1. Ai soggetti già in
possesso  di patente di guida e abilitati allo svolgimento di compiti
di   polizia   stradale  indicati  dai  commi  1  e  3,  lettera  a),
dell'articolo  12  è  rilasciata apposita patente di servizio la cui
validità  è limitata alla guida di veicoli adibiti all'espletamento
di compiti istituzionali dell'amministrazione di appartenenza.
  2.  Con  decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di  concerto con il Ministro dell'interno, sono stabiliti i requisiti
e le modalità per il rilascio della patente di cui al comma 1».))
 
      
                               Art. 3.
                Modifiche alle norme di comportamento
 
  1. All'articolo 143 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al  comma  11  le  parole:  «alla  sanzione amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 68,25 a euro 275,10» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
    b) al  comma  12  le  parole:  «alla  sanzione amministrativa del
pagamento  di una somma da euro 137,55 a euro 550,20» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 270,90 a euro 1.083,60».
  2.  Al comma 10 dell'articolo 145 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285, e successive modificazioni, le parole: «alla sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 68,25 a euro
275,10» sono sostituite dalle seguenti: «alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 137,55 a euro 550,20».
  3. All'articolo 146 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al  comma  3  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 68,25 a euro 275,10» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
    b) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
  «3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due
anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte,
all'ultima  infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria
della  sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo
I, sezione II, del titolo VI.
  4.  All'articolo  148 decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al  comma  15  le  parole:  «alla  sanzione amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 33,60 a euro 137,55» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 68,25 a euro 275,10»;
    b) al comma 15, in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Quando
lo  stesso  soggetto  sia  incorso, in un periodo di due anni, in una
delle  violazioni  di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima
infrazione  consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria  della
sospensione  della  patente  da  uno a tre mesi, ai sensi del capo I,
sezione II, del titolo VI.»;
    c) al  comma  16,  nel  primo  periodo, le parole: «alla sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 68,25 a euro
275,10» sono sostituite dalle seguenti: «alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
    d) al  comma  16,  nel  secondo  periodo, le parole: «la sanzione
amministrativa  è  del  pagamento di una somma da euro 137,55 a euro
550,20»  sono  sostituite dalle seguenti: «la sanzione amministrativa
è del pagamento di una somma da euro 270,90 a euro 1.083,60»;
    e) al  comma  16  il  terzo  periodo  è sostituito dai seguenti:
«Dalle  violazioni  di  cui  al  presente  comma consegue la sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da
uno  a  tre  mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II,
del  titolo VI.  Quando  si tratti del divieto di cui al comma 14, la
sospensione della patente è da due a sei mesi. Se le violazioni sono
commesse  da un conducente in possesso delta patente di guida da meno
di tre anni, la sospensione della stessa è da tre a sei mesi.».
  5. All'articolo 151 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 1 la lettera h) è sostituita dalla seguente:
    «h) luci   di  posizione  anteriore,  posteriore  e  laterale:  i
dispositivi  che servono a segnalare contemporaneamente la presenza e
la  larghezza  del  veicolo viste dalla parte anteriore, posteriore e
laterale»;
    b) al comma 1 la lettera p) è sostituita dalla seguente:
    «p) pannello  retroriflettente  e  fluorescente: il dispositivo a
luce  retro-riflessa e fluorescente destinato a segnalare particolari
categorie di veicoli»;
    c) dopo la lettera p) sono aggiunte le seguenti:
    «p-bis)  strisce retroriflettenti: il dispositivo a luce riflessa
destinato a segnalare particolari categorie di veicoli;
    p-ter)  luci  di  marcia  diurna:  il  dispositivo  rivolto verso
l'avanti  destinato  a  rendere  più  facilmente visibile un veicolo
durante la circolazione diurna;
    p-quater)  luci d'angolo: le luci usate per fornire illuminazione
supplementare  a  quella  parte  della  strada situata in prossimità
dell'angolo anteriore del veicolo dal lato presso il quale esso è in
procinto di curvare;
    p-quinquies)  proiettore di svolta: una funzione di illuminazione
destinata  a  fornire  una  migliore illuminazione in curva, che può
essere  espletata  per  mezzo  di  dispositivi  aggiuntivi o mediante
modificazione    della    distribuzione   luminosa   del   proiettore
anabbagliante;
    p-sexies)   segnalazione  visiva  a  luce  lampeggiante  blu:  il
dispositivo   supplementare   installato   sui  motoveicoli  e  sugli
autoveicoli di cui all'articolo 177;
    p-septies)  segnalazione  visiva  a  luce  lampeggiante  gialla o
arancione:   il  dispositivo  supplementare  installato  sui  veicoli
eccezionali  o  per  trasporti  in  condizioni di eccezionalità, sui
mezzi  d'opera, sui veicoli adibiti alla rimozione o al soccorso, sui
veicoli  utilizzati  per la raccolta di rifiuti solidi urbani, per la
pulizia  della  strada e la manutenzione della strada, sulle macchine
agricole  ovvero  operatrici,  sui  veicoli  impiegati in servizio di
scorta tecnica.».
  6. All'articolo 152 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
  «1.  Fuori  dai  centri  abitati,  durante  la marcia dei veicoli a
motore, ((ad eccezione dei veicoli iscritti nei registri ASI, Storico
Lancia,  Italiano  Fiat,  Italiano  Alfa  Romeo,  Storico  FMI,))  è
obbligatorio   l'uso   delle   luci   di  posizione,  dei  proiettori
anabbaglianti  e,  se prescritte, delle luci della targa e delle luci
d'ingombro.  Durante  la  marcia, per i ciclomotori ed i motocicli è
obbligatorio l'uso dei predetti dispositivi anche nei centri abitati.
Fuori  dei  casi  indicati  dall'articolo  153,  comma 1, in luogo di
questi  dispositivi,  se  il  veicolo  ne  è  dotato, possono essere
utilizzate le luci di marcia diurna.»;
    b) i commi 1-bis, 1-ter e 2 sono abrogati.
  7. All'articolo 153 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
  «1.  Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo
sorgere  ed  anche  di  giorno  nelle gallerie, in caso di nebbia, di
caduta  di  neve,  di  forte  pioggia  e in ogni altro caso di scarsa
visibilità,  durante  la  marcia  dei veicoli a motore e dei veicoli
trainati, si devono tenere accese le luci di posizione, le luci della
targa e, se prescritte, le luci di ingombro. In aggiunta a tali luci,
sui  veicoli  a  motore,  si  devono tenere accesi anche i proiettori
anabbaglianti.  Salvo  quanto  previsto  dal  comma 3 i proiettori di
profondità possono essere utilizzati fuori dei centri abitati quando
l'illuminazione esterna manchi o sia insufficiente. Peraltro, durante
le  brevi  interruzioni  della  marcia connesse con le esigenze della
circolazione, devono essere usati i proiettori anabbaglianti.»;
    b) al  comma  2  nel  terzo periodo le parole: «nei casi indicati
dall'articolo  152,  comma  1»,  sono sostituite dalle seguenti: «nei
casi indicati dal comma 1»;
    c) al  comma 4 nel secondo periodo le parole: «in deroga al comma
1, punto b)» sono sostituite dalle seguenti: «in deroga al comma 1,»;
    d) Il comma 5 è sostituito dal seguente:
  «5.  Nei  casi  indicati dal comma 1, ad eccezione dei velocipedi e
dei ciclomotori a due ruote e dei motocicli, l'uso dei dispositivi di
segnalazione  visiva  è  obbligatorio  anche durante la fermata o la
sosta,   a   meno   che  il  veicolo  sia  reso  pienamente  visibile
dall'illuminazione   pubblica   o   venga   collocato   fuori   dalla
carreggiata. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova sulle
corsie di emergenza.»;
    e) al  comma  6  le  parole:  «nelle  ore  e  nei  casi  indicati
nell'articolo  152,  comma 1,» sono sostituite dalle seguenti: «nelle
ore e nei casi indicati nel comma 1,».
  8.  Al  comma 2 dell'articolo 157 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285,  e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il
seguente  periodo: «Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore
spento».
((  8-bis.  Al  comma  5  dell'articolo  158  del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole:
«del comma 1» sono inserite le seguenti: «e delle lettere d), g) e h)
del comma 2».
  8-ter.  Dopo  il  comma 5 dell'articolo 159 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, è aggiunto il
seguente:
  «5-bis.  Nelle  aree portuali e marittime come definite dalla legge
28 gennaio  1994,  n.  84,  è  autorizzato il sequestro conservativo
degli   automezzi   in  sosta  vietata  che  ostacolano  la  regolare
circolazione  viaria  e  ferroviaria o l'operatività delle strutture
portuali.».
  9.  Dopo  il  comma  4  dell'articolo  162  del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n. 285, e successive modificazioni, sono inseriti i
seguenti:
  «4-bis.  Nei  casi  indicati  al  comma  1 durante le operazioni di
presegnalazione  con  il  segnale  mobile  di  pericolo devono essere
utilizzati dispositivi retroriflettenti di protezione individuale per
rendere  visibile  il  soggetto  che opera. Con decreto del Ministero
delle    infrastrutture   e   dei   trasporti   sono   stabilite   le
caratteristiche  tecniche  e  le  modalità  di  approvazione di tali
dispositivi.
  4-ter.  A decorrere dal 1° gennaio 2004, nei casi indicati al comma
1  è fatto divieto al conducente di scendere dal veicolo e circolare
sulla   strada   senza   avere   indossato   giubbotto   o   bretelle
retroriflettenti  ad alta visibilità. Tale obbligo sussiste anche se
il  veicolo  si  trova  sulle corsie di emergenza o sulle piazzole di
sosta. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
da   emanare   entro   il   31 ottobre   2003,   sono   stabilite  le
caratteristiche dei giubbotti e delle bretelle.».
  9-bis.  All'articolo 168 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) il comma 9 è sostituito dal seguente:
  «9. Chiunque viola le prescrizioni fissate o recepite con i decreti
ministeriali  di cui al comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di
cui  ai  commi  3  e  4, relative all'idoneità tecnica dei veicoli o
delle  cisterne  che  trasportano merci pericolose, ai dispositivi di
equipaggiamento  e  protezione  dei  veicoli,  alla  presenza  o alla
corretta  sistemazione  dei pannelli di segnalazione e alle etichette
di  pericolo collocate sui veicoli, sulle cisterne, sui contenitori e
sui  colli  che  contengono  merci  pericolose,  ovvero  che le hanno
contenute  se  non  ancora  bonificati,  alla sosta dei veicoli, alle
operazioni  di  carico,  scarico  e  trasporto  in comune delle merci
pericolose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una  somma da euro 343,35 a euro 1.376,55. A tale violazione consegue
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente
di guida e della carta di circolazione da due a sei mesi, a norma del
capo I, sezione II, del titolo VI.»;
    b) dopo il comma 9 sono inseriti i seguenti:
  «9-bis.  Chiunque  viola  le  prescrizioni fissate o recepite con i
decreti  ministeriali  di  cui  al  comma  2, ovvero le condizioni di
trasporto  di  cui  ai  commi  3  e  4,  relative  ai  dispositivi di
equipaggiamento  e  protezione dei conducenti o dell'equipaggio, alla
compilazione  e  tenuta dei documenti di trasporto o delle istruzioni
di  sicurezza, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da euro 343,35 a euro 1.376,55.
  9-ter.  Chiunque,  fuori  dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9-bis,
viola  le  altre  prescrizioni  fissate  o  recepite  con  i  decreti
ministeriali  di cui al comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di
cui  ai  commi  3  e  4, è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 137,55 a euro 550,20.».))
  10.  All'articolo  170  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
  «2.  Sui ciclomotori è vietato il trasporto di altre persone oltre
al conducente, salvo che il posto per il passeggero sia espressamente
indicato  nel certificato di circolazione e ((che il conducente abbia
un'età  superiore  a  diciotto  anni.  Con  regolamento  emanato con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti sono
stabiliti  le  modalità  e  i tempi per l'aggiornamento, ai fini del
presente comma, della carta di circolazione dei ciclomotori omologati
anteriormente   alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151»;))
    b) al   comma  3  la  parola:  «motocicli»  è  sostituita  dalle
seguenti: «veicoli di cui al comma 1»;
    c) nel  comma  6  le  parole:  «alla  sanzione amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 33,60 a euro 137,55» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 68,25 a euro 275,10».
  11.  All'articolo  171  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
  «1. Durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di
ciclomotori  e  motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere
regolarmente   allacciato   un  casco  protettivo  conforme  ai  tipi
omologati,   secondo  la  normativa  stabilita  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti»;
    b) il comma 1-bis è sostituito dal seguente:
  «1-bis. Sono esenti dall'obbligo di cui al comma 1 i conducenti e i
passeggeri:
    a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di
carrozzeria chiusa;
    b) di  ciclomotori  e  motocicli  a  due  o a tre ruote dotati di
cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta
e   di  dispositivi  atti  a  garantire  l'utilizzo  del  veicolo  in
condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento»;
    c) al  comma  2  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 33,60 a euro 137,55» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 68,25 a euro 275,10»;
    d) il comma 3 è sostituito dal seguente:
  «3.  Alla  sanzione  pecuniaria amministrativa prevista dal comma 2
consegue  il  fermo  amministrativo  del veicolo per trenta giorni ai
sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.».
  12.  All'articolo  172  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) al  comma  8  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 33,60 a euro 137,55» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 68,25 a euro 275,10»;
    b) al  comma 8 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando
il  conducente  sia  incorso, in un periodo di due anni, in una delle
violazioni  di cui al presente comma per almeno due volte, all'ultima
infrazione  consegue  la  sanzione  amministrativa  accessoria  della
sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del
capo I, sezione II, del titolo VI»;
    c) al  comma  9  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una  somma da euro 19,95 a euro 81,90» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 33,60 a euro 137,55».
  13.  Al comma 3 dell'articolo 173 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285, e successive modificazioni, le parole: «alla sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 33,60 a euro
137,55» sono sostituite dalle seguenti: «alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 68,25 a euro 275,10».
  14.  All'articolo  174  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) al  comma  4  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 68,25 a euro 275,10» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
    b) al  comma  5  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 68,25 a euro 275,10» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
((    c) (soppressa);))
    d) dopo il comma 7 è inserito il seguente:
((  «7-bis.   Nei   casi  previsti  dai  commi  4,  5  e  6  l'organo
accertatore,  oltre  all'applicazione  delle  sanzioni amministrative
pecuniarie,  intima  al  conducente  del veicolo di non proseguire il
viaggio  se non dopo avere effettuato i prescritti periodi di pausa o
di  riposo  e  dispone  che,  con  tutte  le  cautele, il veicolo sia
condotto  in  luogo  idoneo  per la sosta ove dovrà permanere per il
periodo  necessario.  Della intimazione è fatta menzione nel verbale
di  contestazione  delle  violazioni  accertate  e nello stesso viene
altresì  indicata  l'ora alla quale il conducente può riprendere la
circolazione.  Chiunque  circola  durante  il periodo in cui è stato
intimato  di  non  proseguire  il  viaggio  è punito con la sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una somma da euro 1.626,45 a euro
6.506,85, nonché con il ritiro immediato della carta di circolazione
e  della patente di guida. Trascorso il necessario periodo di riposo,
la  restituzione  dei  documenti  ritirati  deve  essere richiesta al
comando  da  cui  dipende  l'organo  accertatore  o  ad altro ufficio
indicato  dall'organo  stesso,  che vi provvede dopo la constatazione
che  il  viaggio  può  essere  ripreso nel rispetto delle condizioni
richieste dal presente articolo».))
((    e) (soppressa).))
  15.  All'articolo  178  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) al  comma  3  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 68,25 a euro 275,10» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
((    b) (soppressa);))
    c)  al  comma 4  le  parole:  «alla  sanzione  amministrativa del
pagamento  di  una somma da euro 33,60 a euro 137,55» sono sostituite
dalle  seguenti:  «alla  sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 137,55 a euro 550,20»;
    d) dopo il comma 4 è inserito il seguente:
((  «4-bis. Nei casi previsti dal comma 3 l'organo accertatore, oltre
all'applicazione  delle sanzioni amministrative pecuniarie, intima al
conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo avere
effettuato  i  prescritti periodi di pausa o di riposo e dispone che,
con  tutte le cautele, il veicolo sia condotto in luogo idoneo per la
sosta    ove    dovrà   permanere   per   il   periodo   necessario.
Dell'intimazione è fatta menzione nel verbale di contestazione delle
violazioni  accertate  e  nello  stesso viene altresì indicata l'ora
alla  quale  il  conducente può riprendere la circolazione. Chiunque
circola durante il periodo in cui è stato intimato di non proseguire
il  viaggio è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una  somma  da  euro  1.626,45 a euro 6.506,85, nonché con il ritiro
immediato  della  carta  di  circolazione  e  della patente di guida.
Trascorso  il  necessario  periodo  di  riposo,  la  restituzione dei
documenti  ritirati  deve  essere richiesta al comando da cui dipende
l'organo  accertatore o ad altro ufficio indicato dall'organo stesso,
che  vi  provvede  dopo  la  constatazione che il viaggio può essere
ripreso   nel   rispetto  delle  condizioni  richieste  dal  presente
articolo.».))
((    e) (soppressa).))
  16.  All'articolo  179  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) la  rubrica  è  sostituita dalla seguente: «Cronotachigrafo e
limitatore di velocità»;
    b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
  «1. Nei casi previsti dal regolamento (CEE) n. 3821/85 e successive
modificazioni,    i    veicoli    devono   circolare   provvisti   di
cronotachigrafo,  con  le  caratteristiche  e  le modalità d'impiego
stabilite  nel  regolamento  stesso.  Nei  casi  e  con  le modalità
previste  dalle direttive comunitarie, i veicoli devono essere dotati
altresì di limitatore di velocità»;
    c) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
  «2-bis.   Chiunque   circola  con  un  autoveicolo  non  munito  di
limitatore  di  velocità ovvero circola con un autoveicolo munito di
un  limitatore  di velocità avente caratteristiche non rispondenti a
quelle   fissate   o  non  funzionante,  è  soggetto  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 800 a euro 3200. La
sanzione  amministrativa  pecuniaria  è  raddoppiata nel caso in cui
l'infrazione riguardi l'alterazione del limitatore di velocità»;
    d) il comma 3 è sostituito dal seguente:
  «3. Il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di
cose  o di persone che mette in circolazione un veicolo sprovvisto di
limitatore  di  velocità  o  cronotachigrafo e dei relativi fogli di
registrazione, ((ovvero con limitatore di velocità o cronotachigrafo
manomesso))   oppure  non  funzionante,  è  soggetto  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da euro 687,75 a euro
2.754,15»;
    e) dopo il comma 6 è inserito il seguente:
  «6-bis.   Quando  si  abbia  fondato  motivo  di  ritenere  che  il
cronotachigrafo   o   il  limitatore  di  velocità  siano  alterati,
manomessi  ovvero  comunque  non  funzionanti,  gli organi di Polizia
stradale  di  cui  all'articolo  12,  anche  scortando  il  veicolo o
facendolo  trainare  in condizioni di sicurezza presso la più vicina
officina  autorizzata  per  l'installazione  o  riparazione,  possono
disporre  che  sia  effettuato l'accertamento della funzionalità dei
dispositivi  stessi.  Le  spese  per  l'accertamento ed il ripristino
della funzionalità del limitatore di velocità o del cronotachigrafo
sono  in  ogni  caso  a  carico  del  proprietario  del veicolo o del
titolare  della  licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose o
di persone in solido»;
    f) al  comma  7  le  parole:  «la  circolazione  di  veicolo  con
cronotachigrafo  ((mancante,  manomesso  o  non  funzionante»))  sono
sostituite dalle seguenti: «la circolazione di veicolo con limitatore
di   velocità   o   cronotachigrafo   ((mancante,  manomesso  o  non
funzionante»;))
    g) al  comma 9 le parole: ((«Alla violazione di cui al comma 2»))
sono  sostituite dalle seguenti: «Alle violazioni di cui ai commi 2 e
2-bis»;
    h)  al  comma  9  è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nel
caso   in   cui  la  violazione  relativa  al  comma  2-bis  riguardi
l'alterazione    del   limitatore   di   velocità,   alla   sanzione
amministrativa   pecuniaria   consegue   la  sanzione  amministrativa
accessoria  della  revoca  della patente secondo le norme del capo I,
sezione II del titolo VI».
((  17.  All'articolo  180 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
    a) al  comma 4, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per i
veicoli  adibiti  a  servizio  pubblico di trasporto di persone e per
quelli  adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione
può   essere   sostituita  da  fotocopia  autenticata  dallo  stesso
proprietario con sottoscrizione del medesimo»;
    b) il comma 6 è sostituito dal seguente:
  «6.  Il conducente di ciclomotore deve avere con sé il certificato
di  circolazione  del veicolo, il certificato di idoneità alla guida
ove previsto ed un documento di riconoscimento.»;
    c) al  comma  8  è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alla
violazione di cui al presente comma consegue l'applicazione, da parte
dell'ufficio  dal  quale dipende l'organo accertatore, della sanzione
prevista  per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza
dei  termini  per  la  notificazione  dal  giorno successivo a quello
stabilito per la presentazione dei documenti».))
  18.  Al comma 4 dell'articolo 191 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285, e successive modificazioni, le parole: «alla sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 68,25 a euro
275,10» sono sostituite dalle seguenti: «alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 137,55 a euro 550,20».
  19.  All'articolo  193  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modifiche:
((    a) al  comma  3 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «La
sanzione  amministrativa  di cui al comma 2 è altresì ridotta ad un
quarto  quando  l'interessato entro trenta giorni dalla contestazione
della  violazione,  previa  autorizzazione  dell'organo  accertatore,
esprime  la volontà e provvede alla demolizione e alle formalità di
radiazione   del   veicolo.   In   tale   caso  l'interessato  ha  la
disponibilità  del  veicolo  e dei documenti relativi esclusivamente
per  le  operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo previo
versamento   presso   l'organo   accertatore  di  una  cauzione  pari
all'importo  della  sanzione minima edittale previsto dal comma 2. Ad
avvenuta  demolizione  certificata  a  norma  di  legge  dell'importo
previsto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria»;))
    b) il comma 4 è sostituito dal seguente:
((  «4.   Si   applica   l'articolo  13,  terzo  comma,  della  legge
24 novembre   1981,  n.  689.  L'organo  accertatore  ordina  che  la
circolazione  sulla  strada  del  veicolo  sia  fatta  immediatamente
cessare  e  che  il  veicolo  stesso  sia  in  ogni  caso  prelevato,
trasportato  e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio,
individuato  in  via  ordinaria dall'organo accertatore o, in caso di
particolari   condizioni,  concordato  con  il  trasgressore.  Quando
l'interessato  effettua il pagamento della sanzione in misura ridotta
ai  sensi  dell'articolo  202, corrisponde il premio di assicurazione
per  almeno  sei  mesi  e  garantisce  il  pagamento  delle  spese di
prelievo,  trasporto  e  custodia del veicolo sottoposto a sequestro,
l'organo  di  polizia  che  ha  accertato  la  violazione  dispone la
restituzione del veicolo all'avente diritto, dandone comunicazione al
prefetto. Quando nei termini previsti non è stato proposto ricorso e
non  è  avvenuto il pagamento in misura ridotta, l'ufficio o comando
da  cui dipende l'organo accertatore invia il verbale al prefetto. Il
verbale  stesso  costituisce  titolo esecutivo ai sensi dell'articolo
203,  comma  3,  e  il  veicolo  è confiscato ai sensi dell'articolo
213».))
 
      
                               Art. 4.
             Modifiche alle norme inerenti gli illeciti
                 amministrativi e relative sanzioni
 
  1. All'articolo 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al   comma 1  gli  ultimi  due  periodi  sono  sostituiti  dai
seguenti:  «Nel  caso  di accertamento della violazione nei confronti
dell'intestatario  del  veicolo  che  abbia  dichiarato  il domicilio
legale  ai sensi dell'articolo 134, comma 1-bis, la notificazione del
verbale è validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il
medesimo   domicilio   legale  dichiarato  dall'interessato.  Qualora
l'effettivo   trasgressore   od  altro  dei  soggetti  obbligati  sia
identificato  successivamente  alla  commissione  della violazione la
notificazione può essere effettuata agli stessi entro centocinquanta
giorni   dalla   data  in  cui  risultino  dai  pubblici  registri  o
nell'archivio  nazionale  dei veicoli l'intestazione del veicolo e le
altre  indicazioni  identificative degli interessati o comunque dalla
data  in  cui  la  pubblica  amministrazione  è  posta  in  grado di
provvedere  alla  loro identificazione. Per i residenti all'estero la
notifica   deve   essere  effettuata  entro  trecentosessanta  giorni
dall'accertamento»;
    b) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
  «1-bis.  Fermo  restando  quanto indicato dal comma 1, nei seguenti
casi  la contestazione immediata non è necessaria e agli interessati
sono  notificati  gli  estremi della violazione nei termini di cui al
comma 1:
    a) impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva
velocità;
    b) attraversamento  di  un  incrocio con il semaforo indicante la
luce rossa;
    c) sorpasso vietato;
    d) accertamento  della  violazione  in assenza del trasgressore e
del proprietario del veicolo;
    e) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi
di  rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale
e   nella   loro  disponibilità  che  consentono  la  determinazione
dell'illecito  in  tempo  successivo  poiché  il veicolo oggetto del
rilievo   è   a  distanza  dal  posto  di  accertamento  o  comunque
nell'impossibilità  di  essere  fermato  in  tempo  utile o nei modi
regolamentari;
    f) accertamento    effettuato    con   i   dispositivi   di   cui
all'articolo 4  del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito,
con  modificazioni,  dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive
modificazioni;
    g) rilevazione  degli  accessi  di  veicoli nelle zone a traffico
limitato   e   circolazione   sulle  corsie  riservate  attraverso  i
dispositivi  previsti dall'articolo 17, comma 133-bis, della legge 15
maggio 1997, n. 127.
((  1-ter. Nei casi diversi da quelli di cui al comma 1-bis nei quali
non  è  avvenuta  la  contestazione immediata, il verbale notificato
agli  interessati  deve  contenere anche l'indicazione dei motivi che
hanno  reso impossibile la contestazione immediata. Nei casi previsti
alle  lettere  b),  f)  e  g)  del  comma  1-bis non è necessaria la
presenza  degli  organi  di  polizia  qualora  l'accertamento avvenga
mediante    rilievo    con   apposite   apparecchiature   debitamente
omologate.))
    c) al  comma  3  dopo  il  primo periodo è inserito il seguente:
«Nelle  medesime forme si effettua la notificazione dei provvedimenti
di  revisione,  sospensione  e  revoca  della  patente  di guida e di
sospensione della carta di circolazione».
((    c-bis) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
  «5-bis.  Nel  caso  di  accertamento  di  violazione per divieto di
fermata  e  di  sosta  ovvero  di violazione del divieto di accesso o
transito  nelle  zone  a  traffico limitato, nelle aree pedonali o in
zone interdette alla circolazione, mediante apparecchi di rilevamento
a  distanza,  quando  dal  pubblico  registro  automobilistico  o dal
registro della motorizzazione il veicolo risulta intestato a soggetto
pubblico   istituzionale,   individuato   con  decreto  del  Ministro
dell'interno,  il  comando  o  l'ufficio  che  procede  interrompe la
procedura  sanzionatoria  per comunicare al soggetto intestatario del
veicolo  l'inizio  del  procedimento al fine di conoscere, tramite il
responsabile  dell'ufficio  da cui dipende il conducente del veicolo,
se  lo  stesso, in occasione della commessa violazione, si trovava in
una delle condizioni previste dall'articolo 4 della legge 24 novembre
1981,   n.   689.   In  caso  di  sussistenza  dell'esclusione  della
responsabilità, il comando o l'ufficio procedente trasmette gli atti
al  prefetto  ai sensi dell'articolo 203 per l'archiviazione. In caso
contrario,   si   procede  alla  notifica  del  verbale  al  soggetto
interessato  ai  sensi  dell'articolo 196, comma 1; dall'interruzione
della  procedura  fino  alla  risposta  del soggetto intestatario del
veicolo rimangono sospesi i termini per la notifica».
  1-bis.  Dopo  il  comma 1 dell'articolo 203 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, è inserito il
seguente:
  «1-bis.  Il  ricorso  di  cui  al  comma  1  può essere presentato
direttamente  al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di
ricevimento. In tale caso, per la necessaria istruttoria, il prefetto
trasmette  all'ufficio  o comando cui appartiene l'organo accertatore
il  ricorso,  corredato  dei  documenti  allegati dal ricorrente, nel
termine di trenta giorni dalla sua ricezione».
  1-ter.   Il  comma  2  dell'articolo 203  del  decreto  legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal
seguente:
  «2.  Il  responsabile  dell'ufficio  o  del  comando cui appartiene
l'organo  accertatore,  è  tenuto a trasmettere gli atti al prefetto
nel  termine  di  sessanta  giorni dal deposito o dal ricevimento del
ricorso  nei  casi  di cui al comma 1 e dal ricevimento degli atti da
parte  del  prefetto  nei  casi  di  cui  al  comma  1-bis. Gli atti,
corredati  dalla  prova della avvenuta contestazione o notificazione,
devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell'organo
accertatore   utili  a  confutare  o  confermare  le  risultanze  del
ricorso».
  1-quater.  Al  comma  1  dell'articolo 204  del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni,  le parole:
«emette,  entro  sessanta  giorni»  sono  sostituite  dalle seguenti:
«adotta,  entro  centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione
degli   atti   da  parte  dell'ufficio  accertatore,  secondo  quanto
stabilito al comma 2 dell'articolo 203».
  1-quinquies.   Dopo   il  comma  1  dell'articolo 204  del  decreto
legislativo  30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono
inseriti i seguenti:
  «1-bis.  I termini di cui ai commi 1-bis e 2 dell'articolo 203 e al
comma 1  del  presente articolo sono perentori e si cumulano tra loro
ai   fini   della   considerazione   di  tempestività  dell'adozione
dell'ordinanza-ingiunzione. Decorsi detti termini senza che sia stata
adottata l'ordinanza del prefetto, il ricorso si intende accolto.
  1-ter.  Quando  il  ricorrente  ha  fatto  richiesta  di  audizione
personale, il termine di cui al comma 1 si interrompe con la notifica
dell'invito  al  ricorrente per la presentazione all'audizione. Detto
termine  resta  sospeso fino alla data di espletamento dell'audizione
o,  in  caso  di  mancata presentazione del ricorrente, comunque fino
alla  data  fissata  per  l'audizione stessa. Se il ricorrente non si
presenta   alla   data   fissata   per  l'audizione,  senza  allegare
giustificazione  della  sua  assenza, il prefetto decide sul ricorso,
senza ulteriori formalità».
  1-sexies.  Al  comma  2  dell'articolo 204  del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni,  le parole:
«L'ordinanza-ingiunzione  di  pagamento della sanzione amministrativa
pecuniaria    deve    essere    notificata   nelle   forme   previste
dall'articolo 201»      sono      sostituite      dalle     seguenti:
«L'ordinanza-ingiunzione  di  pagamento della sanzione amministrativa
pecuniaria  deve  essere  notificata,  nel  termine di centocinquanta
giorni dalla sua adozione, nelle forme previste dall'articolo 201».
  1-septies.  Dopo  l'articolo 204  del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, è inserito il seguente:
  «Art.  204-bis  (Ricorso al giudice di pace). - 1. Alternativamente
alla   proposizione   del   ricorso   di   cui  all'articolo 203,  il
trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'articolo 196, qualora
non  sia  stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in
cui  è  consentito,  possono  proporre  ricorso  al  giudice di pace
competente  per  il  territorio del luogo in cui è stata commessa la
violazione,   nel   termine   di   sessanta   giorni  dalla  data  di
contestazione o di notificazione.
  2.   Il   ricorso   è  proposto  secondo  le  modalità  stabilite
dall'articolo 22  della  legge 24 novembre 1981, n. 689, e secondo il
procedimento fissato dall'articolo 23 della medesima legge n. 689 del
1981,  fatte  salve  le  deroghe previste dal presente articolo, e si
estende anche alle sanzioni accessorie.
  3.  All'atto  del  deposito del ricorso, il ricorrente deve versare
presso la cancelleria del giudice di pace, a pena di inammissibilità
dei  ricorso,  una  somma  pari alla metà del massimo edittale della
sanzione  inflitta  dall'organo  accertatore. Detta somma, in caso di
accoglimento del ricorso, è restituita al ricorrente.
  4.  Il  ricorso  è,  del  pari,  inammissibile  qualora  sia stato
previamente presentato il ricorso di cui all'articolo 203.
  5.  In  caso  di  rigetto  del  ricorso,  il giudice di pace, nella
determinazione  dell'importo  della  sanzione,  assegna, con sentenza
immediatamente   eseguibile,   all'amministrazione   cui   appartiene
l'organo   accertatore,   la  somma  determinata,  autorizzandone  il
prelievo  dalla  cauzione  prestata  dal  ricorrente  in  caso di sua
capienza;   l'amministrazione  cui  appartiene  l'organo  accertatore
provvede   a   destinare   detta   somma  secondo  quanto  prescritto
dall'articolo 208.  La  eventuale  somma  residua  è  restituita  al
ricorrente.
  6.  La  sentenza  con  cui  viene  rigettato il ricorso costituisce
titolo  esecutivo  per la riscossione coatta delle somme inflitte dal
giudice  di  pace  che  superino  l'importo  della  cauzione prestata
all'atto del deposito del ricorso.
  7.  Fermo  restando  il  principio  del libero convincimento, nella
determinazione  della sanzione, il giudice di pace non può applicare
una  sanzione  inferiore al minimo edittale stabilito dalla legge per
la violazione accertata.
  8.  In  caso  di  rigetto  del ricorso, il giudice di pace non può
escludere  l'applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione
dei punti dalla patente di guida.
  9.  Le  disposizioni di cui ai commi 2, 5, 6 e 7 si applicano anche
nei casi di cui all'articolo 205».
  1-octies.  Il  comma  3  dell'articolo 205  del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal
seguente:
  «3.  Il  prefetto, legittimato passivo nel giudizio di opposizione,
può   delegare   la   tutela   giudiziaria  all'amministrazione  cui
appartiene l'organo accertatore laddove questa sia anche destinataria
dei proventi, secondo quanto stabilito dall'articolo 208».))
  2. All'articolo 207 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al  comma 2 il secondo periodo è soppresso; nel terzo periodo
le   parole:   «o  del  rilascio  del  documento  fideiussorio»  sono
soppresse;  nell'ultimo  periodo  le  parole:  «l'una  e l'altro sono
versati» sono sostituite dalle seguenti: «la cauzione è versata»;
    b) al  comma  2-bis  dopo  le  parole:  «Stato membro dell'Unione
europea»  sono  inserite  le  seguenti: «o aderente all'Accordo sullo
spazio economico europeo»;
    c) il comma 3, è sostituito dal seguente:
  «3.  In  mancanza del versamento della cauzione di cui ai commi 2 e
2-bis  viene  disposto  il  fermo  amministrativo  del veicolo fino a
quando  non sia stato adempiuto il predetto onere e, comunque, per un
periodo non superiore a sessanta giorni»;
((    c-bis) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
  «4-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
veicoli  immatricolati  in  Italia che siano guidati da conducenti in
possesso  di  patente  di  guida  rilasciata da uno Stato non facente
parte dell'Unione europea».
  2-bis.   Al  comma  1  dell'articolo 214  del  decreto  legislativo
30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni,  le parole:
«certificato  di  idoneità  tecnica» sono sostituite dalle seguenti:
«certificato  di  circolazione»;  al medesimo comma 1 è aggiunto, in
fine,  il  seguente  periodo:  «Nel  caso  di fermo amministrativo di
veicolo  diverso dal ciclomotore la carta di circolazione è ritirata
e  custodita,  per  tutto  il  periodo  di  durata  del fermo, presso
l'amministrazione  cui appartiene l'organo accertatore; del ritiro è
fatta menzione nel verbale di contestazione».
  2-ter.  Al  comma 2 dell'art. 214 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n.  285, e successive modificazioni, le parole: «il veicolo è
restituito  all'avente  titolo»  sono  sostituite dalle seguenti: «il
veicolo è affidato in custodia all'avente diritto».
  2-quater.   Il  comma  8  dell'art.  214  del  decreto  legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal
seguente:
  «8.   Chiunque   circola   con   un  veicolo  sottoposto  al  fermo
amministrativo,  salva  l'applicazione  delle  sanzioni penali per la
violazione  degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla
sanzione  amministrativa  del pagamento di una somma da euro 656,25 a
euro  2.628,15.  È  disposta, inoltre, la custodia del veicolo in un
deposito autorizzato.».))
  3.  All'art.  219 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
  «2.  Nell'ipotesi  che la revoca della patente costituisca sanzione
accessoria  l'organo, l'ufficio o comando, che accerta l'esistenza di
una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque
giorni  successivi,  ne dà comunicazione al prefetto del luogo della
commessa  violazione.  Questi,  previo  accertamento delle condizioni
predette,  emette  l'ordinanza  di  revoca e consegna immediata della
patente alla prefettura, anche tramite l'organo di Polizia incaricato
dell'esecuzione.  Dell'ordinanza  si  dà comunicazione al competente
ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri»;
    b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
  «3.  Il provvedimento di revoca della patente previsto dal presente
articolo  nonché  quello  disposto  ai sensi dell'art. 130, comma 1,
nell'ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei
requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo»;
    c) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
  «3-bis.  L'interessato non può conseguire una nuova patente se non
dopo  che sia trascorso almeno un anno dal momento in cui è divenuto
definitivo il provvedimento di cui al comma 2».
((  3-bis.  Dopo  il  comma  2  dell'art. 230 del decreto legislativo
30 aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, è aggiunto il
seguente:
  «2-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti predispone
annualmente   un  programma  informativo  sulla  sicurezza  stradale,
sottoponendolo  al  parere  delle Commissioni parlamentari competenti
alle quali riferisce sui risultati ottenuti».))
 
      
                               Art. 5.
                   Sostituzione dell'articolo 186
           del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
 
  1. L'articolo 186 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «Art.  186  (Guida  sotto  l'influenza  dell'alcool). 1. È vietato
guidare  in  stato  di  ebbrezza  in  conseguenza dell'uso di bevande
alcoliche.
  2. Chiunque  guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non
costituisca  più  grave  reato,  con l'arresto fino ad un mese e con
l'ammenda  da  euro duecentocinquantotto a euro milletrentadue. ((Per
l'irrogazione    della    pena    è   competente   il   tribunale.))
All'accertamento   del  reato  consegue  la  sanzione  amministrativa
accessoria  della  sospensione della patente da quindici giorni a tre
mesi,  ovvero  da un mese a sei mesi quando lo stesso soggetto compie
più  violazioni  nel  corso  di  un  anno,  ai  sensi  del  capo II,
sezione II,  del  titolo VI.  Quando  la  violazione  è commessa dal
conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno
carico  superiore  a  3,5 t,  ovvero  di complessi di veicoli, con la
sentenza  di condanna è disposta la revoca della patente di guida ai
sensi  del  capo II,  sezione II del titolo VI; in tale caso, ai fini
del    ritiro   della   patente,   si   applicano   le   disposizioni
dell'articolo 223.  Il  veicolo,  qualora non possa essere guidato da
altra  persona  idonea,  può  essere  fatto  trainare  fino al luogo
indicato  dall'interessato  o  fino  alla  più  vicina autorimessa e
lasciato in consegna al proprietario o gestore di essa con le normali
garanzie per la custodia.
  3. Al  fine  di  acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di
sottoposizione  agli  accertamenti  di  cui al comma 4, gli organi di
Polizia  stradale  di  cui  all'articolo 12,  commi 1 e 2, secondo le
direttive  fornite  dal  Ministero  dell'interno,  nel rispetto della
riservatezza  personale  e senza pregiudizio per l'integrità fisica,
possono  sottoporre  i  conducenti  ad  accertamenti  qualitativi non
invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.
  4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato
esito  positivo,  in  ogni  caso  d'incidente  ovvero quando si abbia
altrimenti  motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi
in   stato   di   alterazione  psicofisica  derivante  dall'influenza
dell'alcool,  gli  organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12,
commi 1  e 2,  anche  accompagnandolo presso il più vicino ufficio o
comando, hanno la facoltà di effettuare l'accertamento con strumenti
e procedure determinati dal regolamento.
  5. Per  i  conducenti  coinvolti in incidenti stradali e sottoposti
alle   cure  mediche,  l'accertamento  del  tasso  alcoolemico  viene
effettuato,  su  richiesta  degli  organi  di Polizia stradale di cui
all'articolo 12,  commi 1  e 2, da parte delle strutture sanitarie di
base  o  di  quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le
strutture  sanitarie  rilasciano  agli  organi di Polizia stradale la
relativa   certificazione,   estesa   alla   prognosi  delle  lesioni
accertate,  assicurando  il  rispetto  della riservatezza dei dati in
base  alle  vigenti  disposizioni  di  legge.  I  fondi necessari per
l'espletamento  degli  accertamenti  di  cui  al  presente comma sono
reperiti  nell'ambito  dei  fondi  destinati al Piano nazionale della
sicurezza stradale di cui all'articolo 32 della legge 17 maggio 1999,
n. 144.
  6. Qualora  dall'accertamento  di  cui  ai  commi 4  o 5 risulti un
valore  corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi
per litro (g/l), l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai
fini dell'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.
  7. In caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5 il
conducente  è  punito,  salvo  che  il  fatto costituisca più grave
reato, con le sanzioni di cui al comma 2.
  8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della
patente ai sensi del comma 2, il prefetto ordina che il conducente si
sottoponga  a  visita medica ai sensi dell'articolo 119, comma 4, che
deve  avvenire  nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente
non  vi  si  sottoponga  entro  il  termine fissato, il prefetto può
disporre,  in  via  cautelare,  la sospensione della patente di guida
fino all'esito della visita medica.
  9. Qualora  dall'accertamento  di  cui  ai  commi 4  o 5 risulti un
valore  corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 1,5 grammi
per  litro (g/l), ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui
al  comma 2,  il  prefetto,  in via cautelare, dispone la sospensione
della patente fino all'esito della visita medica di cui al comma 8».
 
      
                               Art. 6.
                   Sostituzione dell'articolo 187
           del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
 
  1. L'articolo 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
  «Art.  187  (Guida  in stato di alterazione psico-fisica per uso di
sostanze  stupefacenti).  -  1.  È  vietato guidare in condizioni di
alterazione  fisica  e  psichica  correlata  con  l'uso  di  sostanze
stupefacenti o psicotrope.
  2. Al  fine  di  acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di
sottoposizione  agli  accertamenti  di  cui al comma 3, gli organi di
Polizia  stradale  di  cui  all'articolo 12,  commi 1 e 2, secondo le
direttive  fornite  dal  Ministero  dell'interno,  nel rispetto della
riservatezza  personale  e senza pregiudizio per l'integrità fisica,
possono  sottoporre  i  conducenti  ad  accertamenti  qualitativi non
invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.
  3. Quando  gli  accertamenti  di  cui  al  comma 2 forniscono esito
positivo  ovvero  quando  si  ha  altrimenti  ragionevole  motivo  di
ritenere  che  il  conducente  del  veicolo  si trovi sotto l'effetto
conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli agenti
di  Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, fatti salvi
gli   ulteriori   obblighi  previsti  dalla  legge,  accompagnano  il
conducente  presso  strutture  sanitarie  fisse o mobili afferenti ai
suddetti  organi  di  Polizia  stradale  ovvero  presso  le strutture
sanitarie  pubbliche  o  presso  quelle accreditate o comunque a tali
fini  equiparate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai
fini   dell'effettuazione  degli  esami  necessari  ad  accertare  la
presenza  di  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope e per la relativa
visita  medica.  Le  medesime  disposizioni  si  applicano in caso di
incidenti,   compatibilmente   con  le  attività  di  rilevamento  e
soccorso.
  4. Le  strutture  sanitarie  di  cui al comma 3, su richiesta degli
organi  di  Polizia  stradale  di  cui  all'articolo 12, commi 1 e 2,
effettuano  altresì  gli  accertamenti  sui  conducenti coinvolti in
incidenti  stradali  e sottoposti alle cure mediche, ai fini indicati
dal  comma  3; essi possono contestualmente riguardare anche il tasso
alcoolemico previsto nell'articolo 186.
  5. Le   strutture  sanitarie  rilasciano  agli  organi  di  Polizia
stradale  la  relativa  certificazione,  estesa  alla  prognosi delle
lesioni  accertate,  assicurando  il  rispetto della riservatezza dei
dati  in  base  alle vigenti disposizioni di legge. I fondi necessari
per   l'espletamento  degli  accertamenti  conseguenti  ad  incidenti
stradali  sono  reperiti  nell'ambito  dei  fondi  destinati al Piano
nazionale della sicurezza stradale di cui all'articolo 32 della legge
17 maggio  1999,  n.  144.  Copia del referto sanitario positivo deve
essere  tempestivamente  trasmessa, a cura dell'organo di Polizia che
ha  proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa
violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza.
  6. Il  prefetto,  sulla  base  della  certificazione rilasciata dai
centri  di  cui  al comma 3, ordina che il conducente si sottoponga a
visita medica ai sensi dell'articolo 119 e dispone la sospensione, in
via  cautelare,  della patente fino all'esito dell'esame di revisione
che  deve  avvenire  nel  termine  e  con  le  modalità indicate dal
regolamento.
  7. Chiunque  guida  in  condizioni di alterazione fisica e psichica
correlata  con  l'uso  di  sostanze  stupefacenti o psicotrope, ove il
fatto  non  costituisca  più  grave reato, è punito con le sanzioni
dell'articolo 186, comma 2. Si applicano le disposizioni del comma 2,
ultimo periodo, dell'articolo 186.
  8. In  caso  di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 2, 3 o 4,
il  conducente  è  punito,  salvo che il atto costituisca più grave
reato, con le sanzioni di cui all'articolo 186, comma 2».
 
      
                             Art. 6-bis.
                     Divieto di somministrazione
             di bevande superalcoliche sulle autostrade
 
((  1. Negli  esercizi  commerciali e nei locali pubblici con accesso
sulle  strade classificate del tipo A di cui all'articolo 2, comma 2,
del   decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive
modificazioni,    è   vietata   la   somministrazione   di   bevande
superalcoliche.))
 
          Riferimenti normativi:
              - Per  il  testo  dell'art.  2,  comma  2,  del decreto
          legislativo   30 aprile   1992,   n.   285,   e  successive
          modificazioni recante il nuovo codice della strada vedi nei
          riferimenti normativi all'art. 1.
 
      
                             Art. 6-ter.
           Disposizioni concernenti i titolari di patente
                   rilasciata da uno Stato estero
 
((  1. Per  i  titolari di patente rilasciata da uno Stato estero nel
quale  non  vige il sistema della patente a punti, che commettono sul
territorio  italiano  violazioni  di norme del decreto legislativo 30
aprile  1992, n. 285, e successive modificazioni, è istituita presso
il  Centro  elaborazione  dati (CED) del Dipartimento per i trasporti
terrestri  del  Ministero  delle  infrastrutture  e dei trasporti una
banca  dati  che è progressivamente alimentata con i dati anagrafici
dei  conducenti  che  hanno  commesso  le  infrazioni,  associando  a
ciascuno  di  essi  i  punti  di  penalizzazione secondo le modalità
previste  dal  medesimo  decreto  legislativo  n.  285  del  1992. Le
infrazioni sono comunicate allo stesso CED dagli organi di polizia di
cui all'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992.
  2. Ai soggetti di cui al comma 1 che hanno commesso nell'arco di un
anno  violazioni  per  un  totale di almeno venti punti è inibita la
guida  di  veicoli a motore sul territorio italiano per un periodo di
due anni. Ove il totale di almeno venti punti sia raggiunto nell'arco
di  due  anni, l'inibizione alla guida è limitata ad un anno. Ove il
totale  di  almeno  venti  punti sia raggiunto in un periodo di tempo
compreso  tra i due e i tre anni, l'inibizione alla guida è limitata
a sei mesi.
  3.  Presso  il  Ministero  delle  infrastrutture e dei trasporti è
istituita  il  registro  degli  abilitati  alla guida di nazionalità
straniera,  al  fine di rendere omogenea l'applicazione delle norme e
delle sanzioni previste dal presente decreto.))
 
      
                               Art. 7.
                  Disposizioni finali e transitorie
 
  1.  Le  disposizioni  dell'articolo  3  del  decreto legislativo 15
gennaio 2002, n. 9, entrano in vigore il 1° luglio 2004.
  2.  All'articolo 6, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 15
gennaio   2002,   n.  9,  le  parole:  «e  delle  autoscuole  di  cui
all'articolo 123» sono sostituite dalle seguenti: «, delle autoscuole
di  cui  all'articolo  123  e dei soggetti di cui alla legge 8 agosto
1991, n. 264.».
  3.  All'articolo  7,  comma  1, capoverso Art. 126-bis, del decreto
legislativo  15  gennaio  2002,  n.  9,  sono  apportate  le seguenti
modifiche:
    a) al  comma  1, nel secondo periodo, le parole: «a seguito della
violazione»   sono   sostituite  dalle  seguenti:  «a  seguito  della
comunicazione all'anagrafe di cui sopra della violazione»;
((    a-bis) dopo il comma 1, è inserito il seguente:
  «1-bis.   Qualora   vengano   accertate   contemporaneamente   più
violazioni  delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un
massimo  di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si
applicano  nei  casi  in  cui  è prevista la sospensione o la revoca
della patente»;
    b) al  comma  2, l'ultimo periodo è sostituito dai seguenti: «La
comunicazione  deve  essere  effettuata a carico del conducente quale
responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di
questi   la   segnalazione   deve  essere  effettuata  a  carico  del
proprietario  del  veicolo,  salvo che lo stesso non comunichi, entro
trenta  giorni  dalla richiesta, all'organo di polizia che procede, i
dati  personali  e  della  patente  del  conducente  al momento della
commessa  violazione.  Se  il  proprietario  del  veicolo risulta una
persona  giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è
tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo
di  polizia  che  procede.  Se  il proprietario del veicolo omette di
fornirli,  si applica a suo carico la sanzione prevista dall'articolo
180,  comma  8.  La  comunicazione  al  Dipartimento  per i trasporti
terrestri avviene per via telematica.»;))
    c) al  comma 4 dopo primo periodo è aggiunto il seguente: «Per i
titolari  di certificato di abilitazione professionale ((e unitamente
di  patente  B,  C, C+E, D, D+E,)) la frequenza di specifici corsi di
aggiornamento consente di recuperare 9 punti.»;
((    c-bis)  al comma 5, le parole: «tre anni» sono sostituite dalle
seguenti:  «due  anni»; ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Per  i  titolari di patente con almeno venti punti, la mancanza, per
il   periodo   di   due  anni,  della  violazione  di  una  norma  di
comportamento  da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina
l'attribuzione  di un credito di due punti fino a un massimo di dieci
punti».))
  4. Gli articoli 13 e 14 del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n.
9, sono abrogati.
  5.  All'articolo  18 del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9,
al  comma  3,  le  parole:  «1°  gennaio  2004» sono sostituite dalle
seguenti: «1° luglio 2004».
((  5-bis.  Le  disposizioni  del  comma  2-bis  dell'articolo 72 del
decreto  legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo
1,  comma  3,  del presente decreto, hanno effetto a decorrere dal 1°
luglio 2004.))
  6.  Le  disposizioni dell'articolo 119, comma 6, dell'articolo 129,
comma  4, e dell'articolo 130, comma 2-bis primo periodo, del decreto
legislativo  30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, come
modificate  dall'articolo  2,  commi  2,  5 e 6, hanno effetto dal 1°
settembre 2003.
  7.   Le  disposizioni  dell'articolo  170,  comma  2,  del  decreto
legislativo  30 aprile 1992, n. 285, come modificate dall'articolo 3,
comma 10, hanno effetto a decorrere dal 1° luglio 2004.
  8.   Le  disposizioni  dell'articolo  180,  comma  6,  del  decreto
legislativo  30 aprile 1992, n. 285, come modificate dall'articolo 3,
comma 17, hanno effetto a decorrere dal 1° luglio 2004.
((  8-bis.  Il  comma  5  dell'articolo 327 del regolamento di cui al
decreto  del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, è
abrogato.
  9.  Al comma 1 dell'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n.
121,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n.
168, le parole: « di cui agli articoli 142 e 148 dello stesso decreto
legislativo,  e  successive  modificazioni,»  sono  sostituite  dalle
seguenti:  «di  cui agli articoli 142, 148 e 176 dello stesso decreto
legislativo, e successive modificazioni,».
  10.  La tabella allegata al decreto legislativo 15 gennaio 2002, n.
9,  recante  i  punteggi  previsti  dall'articolo 126-bis del decreto
legislativo  30  aprile  1992, n. 285, e successive modificazioni, è
sostituita dalla tabella allegata al presente decreto.
 
      
                               Art. 8.
                          Entrata in vigore
 
  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e
sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
 
      

                                                             Allegato
 
                   «TABELLA DEI PUNTEGGI PREVISTI
                        ALL'ARTICOLO 126-bis
 
=====================================================================
 Norma violata                                              Punti
---------------------------------------------------------------------
Art. 141          Comma 8                                      5
                  Comma 9, terzo periodo                      10
Art. 142          Comma 8                                      2
                  Comma 9                                     10
Art. 143          Comma 11                                     4
                  Comma 12                                    10
                  Comma 13, con riferimento al comma 5         4
Art. 145          Comma 5                                      6
                  Comma 10, con riferimento ai commi 2, 3,
                    4, 6, 7, 8 e 9                             5
Art. 146          Comma 2, ad eccezione dei segnali
                    stradali di divieto di sosta e fermata     2
                  Comma 3                                      6
Art. 147          Comma 5                                      6
Art. 148          Comma 15, con riferimento al comma 2         3
                  Comma 15, con riferimento al comma 3         5
                  Comma 15, con riferimento al comma 8         2
                  Comma 16, terzo periodo                     10
Art. 149          Comma 4                                      3
                  Comma 5, secondo periodo                     5
                  Comma 6                                      8
Art. 150          Comma 5, con riferimento all'articolo 149,
                    comma 5                                    5
                  Comma 5, con riferimento all'articolo 149,
                    comma 6                                    8
Art. 152          Comma 3                                      1
Art. 153          Comma 10                                     3
                  Comma 11                                     1
Art. 154          Comma 7                                      8
                  Comma 8                                      2
Art. 158          Comma 2, lettere d), g) e h)                 2
Art. 161          Commi 1 e 3                                  2
                  Comma 2                                      4
Art. 162          Comma 5                                      2
Art. 164          Comma 8                                      3
Art. 165          Comma 3                                      2
Art. 167          Commi 2, 5 e 6, con riferimento a:
                  a) eccedenza non superiore a 1t              1
                  b) eccedenza non superiore a 2t              2
                  c) eccedenza non superiore a 3t              3
                  d) eccedenza superiore a 3t                  4
                  Commi 3, 5 e 6, con riferimento a:
                  a) eccedenza non superiore al 10  per cento  1
                  b) eccedenza non superiore al 20 per cento   2
                  c) eccedenza non superiore al 30 per cento   3
                  d) eccedenza superiore al 30 per cento       4
                  Comma 7                                      3
Art. 168          Comma 7                                      4
                  Comma 8                                     10
                  Comma 9                                     10
                  Comma 9-bis                                  2
Art. 169          Comma 8                                      4
                  Comma 9                                      2
                  Comma 10                                     1
Art. 170          Comma 6                                      1
Art. 171          Comma 2                                      5
Art. 172          Commi 8 e 9                                  5
Art. 173          Comma 3                                      5
Art. 174          Comma 4                                      2
                  Comma 5                                      2
                  Comma 7                                      1
Art. 175          Comma 13                                     4
                  Comma 14, con riferimento al comma 7,
                    lettera a)                                 2
                  Comma 16                                     2
Art. 176          Comma 19                                    10
                  Comma 20, con riferimento al comma 1,
                    lettera b)                                10
                  Comma 20, con riferimento al comma 1,
                     lettere c) e d)                          10
                  Comma 21                                     2
Art. 177          Comma 5                                      2
Art. 178          Comma 3                                      2
                  Comma 4                                      1
Art. 179          Commi 2 e 2-bis                             10
Art. 186          Commi 2 e 7                                 10
Art. 187          Commi 7 e 8                                 10
Art. 189          Comma 5, primo periodo                       4
                  Comma 5, secondo periodo                    10
                  Comma 6                                     10
                  Comma 9                                      2
Art. 191          Comma 1                                      5
                  Comma 2                                      2
                  Comma 3                                      5
                  Comma 4                                      3
Art. 192          Comma 6                                      3
                  Comma 7                                     10
 
  Per  le  patenti  rilasciate  successivamente  al 1° ottobre 2003 a
soggetti  che non siano già titolari di altra patente di categoria B
o  superiore,  i  punti  riportati  nella  presente tabella, per ogni
singola  violazione,  sono  raddoppiati  qualora  le violazioni siano
commesse entro i primi tre anni dal rilascio».